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Da sempre queste "creature" esercitano un fascino indescrivibile sulla gente, soprattutto quando il bisogno di aiuto o l'istinto di credere si fanno più intensi. Succede in particolari momenti, quando ricordiamo con affetto i nostri cari, quando le coincidenze della vita ci sorprendono, quando si riceve o si offre un aiuto disinteressato. Un'immagine, una frase, un ricordo, una melodia, un incontro..... e si scopre che nell'essenza più autentica ed intima dell'essere non si è soli .... e le nostre emozioni ed i nostri pensieri ci conducono... verso gli ANGELI.
Per ricordare le tracce di vita che i nostri cari hanno lasciato e le emozioni che continuano a procurarci era stato creato un loro "spazio" esclusivo su uno specifico sito web, dove venivano raccolte pagine personali (foto, canzone preferita, fatti di vita...) delle persone care che si volevano ricordare. Attualmente il sito è in fase di manutenzione ed è incerta la riattivazione.
In fondo a questa pagina abbiamo anche voluto ricordare le indimenticabili emozioni che l'amico Pino ci ha voluto lasciare.
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Per cercare di esprimere certe emozioni, riportiamo il testo delle due canzoni che Roberto Bartolini ha cantato in occasione del 5° ed ultimo convegno "Primaepoi":
"...... cosa mi tocca fare, per incontrarti devo pregare. Chiudo gli occhi e tu arrivi, con quel sorriso da furbetto. Mi confermi che ancora vivi, così mi sollevo dal letto. Come volo di alianti, tra aurore e tramonti, come fiore che sboccia, tra il verde di un prato; la mente prima abbraccia, poi respira il creato. Incontro ragazzi, che tra angeli e santi, sono felici e sereni, e non vogliono pianti. Mi scappa da dire, vi manca la gnocca? Sorridi al mio ardire, mi sento un patacca. Poi ancora curioso, ti chiedo prudente, possiamo sentirvi? Rispondi suadente: un sogno cosciente, un fruscio dal niente, un fatto un po' strano, c'è spesso una mente, che guida la mano. Sussurra una voce: la pace che fiorisce sul dolore, è come l'arcobaleno, che vince il temporale, unendo le due parti del cielo. L'arcobaleno che nasce, fascio di luce che unisce, lo seguo, mi lascio andare, mi ritrovo sul letto a pregare...".
"...UN SOGNO DI QUELLA MATTINA - SEDUTI ASSIEME DENTRO IL BAGNO - LA MANO FRA I CAPELLI: POCHI - CONTENTO SI DI ESSERE LI - I0 TI CHIESI COSA FACEVI - I0 SON TORNATO NON SONO MORTO - DI COLPO SEI SPARITO VIA - ANDREA NON ANDARE DAI - E POI UNA MACCHINA ERA INFUOCATA - ED I0 LA SPENSI CON CATTIVERIA - ANDREA DIMMI DOVE SEI ANDATO - ANDREA NON TI SEI SALVATO - UN LAMPO IL CUORE MI FULMINO' - QUANDO LO RIVIDI SULLA SUA MOTO - ERAVAMO NEL PARCHEGGIO A SCUOLA - ERAVAMO ASSIEME AI CENTO ALL'ORA - POI SIAMO PARTITI SU PER UN MONTE - PINK FLOYD A MANETTA ED UNO SGUARDO FORTE - LA STRADA PASSAVA SENZA PENSARE A NIENTE - LA STRADA E' FINITA COME LA TUA VITA - UNA VOLTA SAI TI DOVEVO INCONTRARE - NON SO' PERCHE' NON TI SEI FATTO VEDERE - I0 VOLEVO SOLO CON TE' PARLARE - I0 AI TUOI VOLEVO TELEFONARE - UNA MACCHINA BIANCA PER CASA MIA E' PASSATA - PIENA DI NEVE PRIMA ERA INFUOCATA - AL RISVEGLIO POI MI PRESE LA SCHIENA - AL RISVEGLIO POI UN FIUME IN PIENA - ERAVAMO ASSIEME SOTTO LA LUNA - CON LA MOTO TORNATI DAL NOSTRO VIAGGIO - UNA LUCE BRILLAVA TUTTO BENE ERA ANDATO - ERAVAMO FELICI TUTTO ERA SCONTATO - I0 UNA PROMESSA TI HO FATTO DAVANTI ALLA FOTO CONTENTA - CHE VOGLIO RIVEDERTI QUANDO ANCH'I0 VERRO' CON TE - LASSU' DOVE LE ANIME VOLANO SPLENDIDE E FELICI - ALLA CORTE DI UN UOMO CHE CHIAMANO DIO - E TU SOLO LO SAI SE ESISTE DAVVERO - E TU SOLO POTRAI DIR DI SI...".
In riconoscente ricordo dell'amico Pino Gengaroli, che già da qualche anno ha spiccato il volo verso il cielo: Pino ci ha resi partecipi di tantissimi fatti inspiegabili. Negli ultimi anni della sua vita terrena cercava ed entrava in contatto con la sofferenza del prossimo. Quando si avvicinava alla persona bisognosa che chiedeva aiuto non sapeva cosa sarebbe successo. Alcune persone sofferenti per un lutto incontravano consapevolmente i loro cari in una dimensione sconosciuta e dialogavano con loro. Altre trovavano la guarigione o sollievo alle sofferenze da malattie giudicate inguaribili. Altre ancora sperimentavano una pace ed una felicità che non avevano mai provato prima. Emblematica è stata l'esperienza con Franco B. (un caro amico che era in stato di coma da circa due anni, a causa del trauma cerebrale conseguente ad un incidente con la moto). Dopo circa 20 minuti vicino a lui, Franco ha pronunciato le prime parole ("grazie mamma") tra la commozione generale dei presenti. Ancora emblematica è stata l'irrefrenabile fontana di lacrime di un papà che non aveva più pianto dal giorno in cui il figlio rimase vittima di un incidente stradale. E poi ancora ferite infette che cicatrizzavano o cisti e noduli dissolversi in pochi secondi sotto le sue mani. In tanti consideravano Pino un Angelo che anche noi vogliamo ricordare riportando un intervento che fece durante i lavori del 1° convegno "primaepoi":
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