L'ANGOLO DEGLI STRUZZI E .. DELL'AMICIZIA![]()
Quando l'associazione cominciò ad operare nel campo dell'educazione e della sicurezza stradale c'erano molte aspettative. eravamo infatti convinti di poter contare su un sostegno generalizzato, per migliorare la sicurezza e per dare sostegno a coloro che hanno provato sulla propria pelle una tragedia stradale. Purtroppo la realtà cominciò ben presto a manifestarsi mettendo in risalto diffusi episodi di menefreghismo, emarginazione, insofferenza e scaricabarile delle responsabilità. Questo atteggiamento "ispirò" alcuni slogan provocatori tra cui: "Vittime della strada, c'è chi prega e chi se ne frega" e "Tra gli struzzi di Romagna una strage che urla vergogna". Solo pochissime persone ci hanno fornito sostegno effettivo. Sono stati soprattutto i giovani ad incoraggiarci e per questo motivo abbiamo voluto inserire su questa pagina alcune loro emozioni, per meglio fare capire la profondità di certi sentimenti e per indurre certi "struzzi" che non vogliono "vedere" a togliere la testa dalla sabbia. "Non fare lo struzzo e fai la tua parte" è il nuovo slogan. Domani potrebbe essere tardi, perchè tu stesso o un tuo familiare potrebbe entrare nell'elenco dei morti (circa 7000), dei disabili (circa 25.000) o dei feriti (circa 300.000) che ogni anno le strade italiane producono.
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Fac-simile denuncia pericolo strade
Come devono essere fatte le strade
Vivremo anche per voi
Non ci è stata tolta la voce
Amicizie per sempre
WWF basta con gli insulti
Ciò che succede dopo l'incidente
Senza timori reverenziali![]()
Sicurezza stradale festaiola
Strade Killer? Un alibi
Una vittima su tre per colpa delle strade
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Fesserie e scellerata disinformazione sull'abuso di alcool
...Così mi è venuta la voglia di scriverti una mail... rendendoti partecipe (e non obbligato a pubblicarla) della lettera che io e Pamela abbiamo scritto il giorno prima del funerale... mentre Sara stava male... Una lettera che abbiamo consegnato al nostro prete per poterla leggere in chiesa... al funerale... ma non è stata letta! Eccola qui di seguito:
"Carissime amiche nostre, abbiamo condiviso gioie, dolori, giorni irripetibili che mai nessuno ci farà dimenticare, mai sostituire e mai svaniranno nel nulla...tutto ad un tratto vi abbiamo perse, ancora adesso non riusciamo a capire perchè il destino abbia voluto proprio voi, in questa età raggiante come il sole, splendente come la luna, limpida come l'acqua e immensa più del mare...si proprio voi, care amiche nostre, voi così dolci, così disponibili, così altruiste, così sensibili...
TAMARA, noi le tue amiche più care della tua vita, quelle con cui hai passato i momenti più belli dei tuoi soli 17 anni,
la tua amica Manu con cui hai passato giorni stupendi a giocare con le bambole, i nostri giorni passati a confrontarci i capelli lunghi e a vedere chi li aveva più lunghi interminabili giorni a consolarmi per tutti i problemi famigliari che solo
tu sei stata in grado di capirmi e aiutarmi nel momento giusto e nel modo giusto, i nostri sorrisi, i nostri bigliettini che passavano di continuo tra un compagno all'altro, anche solo per dirci un semplicissimo CIAO, nonostante fossimo vicine un metro...i nostri pomeriggi in camera a ascoltare la musica...
la tua amica Pamy con cui hai passato i giorni più belli della tua adolescenza, quei giorni a parlare interminabilmente, a raccontarci le nostre storie, i nostri giri, i nostri primi ragazzi, le nostre uscite di nascosto per andare a ballare, le sere a dormire nel tuo letto o nel mio dopo quelle sere passate con i nostri amici...
VALE, noi le tue amiche delle medie, i tempi più belli, giorni condivisi sempre insieme durante la ricreazione, durante quei pomeriggi a casa tua a ballare, a studiare, a prepararci per uscire, per incontrarci in piazzetta con tutti gli altri amici, per poi andare in discoteca..... quella che ti piaceva tanto....
FRANCY, noi le tue amiche, quelle che ti volevano bene, quelle con cui hai condiviso sere e pomeriggi al mare, in discoteca, in giro in motore, a piedi, ridendo e scherzando....
ORA DOLCISSIME AMICHE NOSTRE, CONTINUEREMO A PASSARE QUEI GIORNI, ORE, MINUTI INSIEME A VOI. E VOI CON NOI, A CONDIVIDERE GIOIE, DOLORI COME ABBIAMO SEMPRE FATTO UNITE PER SEMPRE DA UN BENE CHE NON RIUSCIREMO MAI A QUANTIFICARE, CHE NESSUNO MAI SAREBBE E SARA' CAPACE DI RIDURRE IN FUMO.
SAREMO FELICI, SE VOI SARETE FELICI... SAREMO TRISTI, SE VOI SARETE TRISTI... VI VOGLIAMO BENE E PER SEMPRE SARA' COSI'."
Manu & Pamy
Ciao,
siamo le vittime della strada e Domenica 21/11 in tutta Europa è stata celebrata una giornata dedicata a noi. Purtroppo in alcune aree geografiche la ricorrenza è stata ignorata, facendo cadere nel vuoto gli appelli dei nostri familiari.
Per noi è stata una giornata molto impegnativa, perchè abbiamo dovuto accogliere tantissime nuove vittime della strada. Erano sorprese, ma soprattutto preoccupate per il dolore straziante in cui erano sprofondati familiari ed amici.
Alcuni personaggi pubblici hanno colto la palla al balzo e si sono sostituiti ai nostri cari per autocelebrare i propri meriti sulla sicurezza stradale. Per motivi facilmente intuibili, è imprudente comportarsi in questo modo.
Anche se siamo in tanti, non ci facciamo troppe illusioni, perchè la maggior parte della gente si è assuefatta all'ignobile strage che si consuma quotidianamente sulle strade. Per fare sentire la nostra voce e per scuotere le coscienze usiamo diversi canali, ma soprattutto ci affidiamo ai nostri cari. Siamo assieme a loro quando sono costretti a sopportare umiliazioni ed indifferenza nelle aule dei tribunali, nelle iniziative di sensibilizzazione e nel loro vivere quotidiano.
Solo un ingenuo può pensare che ci sia stata tolta la voce. Non serve tapparsi le orecchie, perchè noi siamo negli occhi di chi vi guarda e nell'aria che respirate.
Nei giorni scorsi ci siamo sentiti offesi per il messaggio riportato su un poster esposto a Rimini, all'interno della Fiera Internazionale della Sicurezza Stradale. Siamo stati definiti "pirla", con l'apparente intento di indurre gli utenti della strada ad una maggiore prudenza. Sul poster era scritto: "220 cv, 230 km/h, da 0 a 100 in 5,7 - poi la foto di una macchina semidistrutta - e sotto: modello 4 pirla in meno". Attraverso alcuni nostri genitori abbiamo insistentemente richiesto la rimozione di quei posters, ma solo dopo una accesa protesta di fronte al padiglione interessato i manifesti sono stati tolti.
Non dovrebbero più ripetersi simili episodi, poichè offendono la nostra memoria e procurano dolore ai nostri cari. Per questo motivo è stato segnalato l'accaduto a numerosi giornali ed emittenti televisive, però in pochi hanno prestato attenzione. Siamo un po' delusi, perchè è stato dimostrato maggiore interesse per altri argomenti, ma ognuno è libero di fare le proprie scelte secondo coscienza.
Vi sbagliate se pensate che non siamo in grado di dialogare, perchè murati in un loculo, sotterrati o cremati. C'è sempre qualcuno che ci porta fiori o che ci ricorda con affetto. Dovete sapere che riceviamo molte comunicazioni, perchè chi si rivolge a noi, anche solo con un pensiero, sa che riceverà attenzione e risposte.
Non ci è stata tolta la voce, ma c'è chi ha orecchie, cuore e mente foderati con spesse fette di mortadella. Spesso non ci si pensa, ma ogni azione individuale può influenzare la vita di altre persone, anche se assume la forma di inerzia od indifferenza. Ponzio Pilato docet.
La voce del coro
ALCOOL ED IPOCRISIA FORMANO UN MIX MICIDIALE
Una nota trasmissione televisiva RAI ci ha chiesto di illustrare il nostro pensiero sulle stragi del sabato sera ed in particolare sull'abuso nel consumo di bevande alcoliche. Secondo alcuni noti esponenti politici ed istituzionali esistono ragioni di ordine economico che devono prevalere sul valore della vita sulle strade. Chi non crede a questa mostruosità legga più in basso la frase in colore rosso. Questi macabri personaggi dicono delle fesserie che molti fessi si bevono, perchè non considerano il costo sociale dell'incidentalità stradale. Non potendo partecipare alla trasmissione televisiva, abbiamo inviato alla redazione il seguente messaggio:
Gentile .... Come richiestoci, trasmettiamo il testo di tre comunicati da noi diffusi nel corso del 2004 sul consumo di bevande alcoliche. Su tale argomento esortiamo vivamente la trasmissione a prendere le distanze dall'ipocrita disinformazione che continua ad alimentare la strage stradale.
Oggetto: Chiusura anticipata discoteche e divieto di vendita bevande alcoliche dopo un certo orario
.Tantissimi genitori ci confidano che nel fine settimana rimangono svegli fino al mattino, in attesa del ritorno dei propri figli. Poi, quando tutto è andato bene, tirano un sospiro di sollievo e si addormentano. E allora perchè non si ha il coraggio di fare sentire la propria voce, ma si rimane a guardare? Il disegno di Legge sulla chiusura anticipata delle discoteche e sul divieto di vendere alcolici dopo un certo orario sta scatenando un putiferio. Il sindacato dei locali da ballo ed alcune associazioni di commercianti sono sul piede di guerra e parlano di proibizionismo e rischio di bancarotta. I ragazzi che frequentano le discoteche vengono invitati ad inviare degli SMS di protesta. C'è chi denuncia l'incostituzionalità del disegno di Legge, perchè violerebbe l'autonomia decisionale degli Enti Locali. Insomma si sta registrando una intimidatoria levata di scudi da parte di una agguerrita minoranza di cittadini, che mettono in secondo piano lo svalutato valore della vita sulle strade. Invitiamo perciò le persone che la pensano diversamente ad assumere un ruolo attivo per fare sentire la loro voce e per usare ogni possibile strumento a "difesa" della vita dei propri cari. Sarebbe anche utile annotare tutto ciò che sta succedendo e ricordarsene quando si andrà a votare, comunque la si pensi....
W.W.F. E VALORE DELLA VITA: BASTA CON GLI INSULTI
Non è nostra abitudine interferire nel dibattito politico che si sviluppa tra i vari esponenti locali, ma le lettera della responsabile del WWF sez. Rimini e Valle del Rubicone (pubblicata su un quotidiano locale in data 19/11/2003) ci obbliga ad intervenire per esporre alcune nostre considerazioni in merito all'abbattimento degli alberi posti ai margini di strade molto trafficate.
Nel ribadire che gli incidenti stradali sono quasi sempre imputabili ad errori umani, dobbiamo anche rilevare che la presenza di ostacoli fissi (alberi, pali...) ai margini della strada non lascia scampo ai malcapitati, poichè trasformano in tragedia incidenti che potrebbero invece avere spesso conseguenze banali. Anche sotto il profilo di una ipotetica pari dignità tra vita umana e vita vegetale esiste una assurda penalizzazione della vita umana, poichè in caso di impatto l'uomo può morire o rimanere invalido, mentre la pianta rimane quasi sempre intatta. Sarebbe perciò preciso dovere morale e civile di chi appartiene al genere umano adoperarsi per la prioritaria salvaguardia della vita dei propri simili. E' superfluo rilevare che una pianta radicata al suolo non può commettere errori, mentre invece chi percorre una strada può sbagliare. Questo però non significa che si debba pagare con la vita il proprio o gli altrui errori. Significa invece che bisogna intervenire per tutelare la parte più debole e svantaggiata, cioè il valore della vita umana.
A prescindere da tali considerazioni, riteniamo inaccettabile ed offensivo per le vittime e gli invalidi della strada sostenere, come riporta la lettera della responsabile del WWF, che le piante sono pericolose per "gli automobilisti che prendono le strade per piste di formula uno o per coloro che viaggiano sotto l'effetto di certe sostanze". Basta con gli insulti generalizzati, basta con la demagogia, basta con la banalizzazione della vita umana sulle strade.
VITTIME: UNA SU TRE PER COLPA DELLE CONDIZIONI DELLE STRADE
Il 27/5/2003 giornali e telegiornali nazionali hanno dato la "sorprendente" notizia. Gran parte delle associazioni aderenti al CNOSS si sono costituite proprio per mettere in sicurezza le strade, ma le coscienze profumano più di pulito se queste responsabilità vengono viste con "benevolenza". Ecco il comunicato stampa diffuso da una "nostra" associazione:
Lo stiamo dicendo da anni, attirandoci le antipatie di molti enti gestori delle strade. In Italia un incidente mortale su tre è imputabile alle condizioni delle strade. Oggi giornali e televisioni hanno dato la notizia "scoop" con grande enfasi ed apparente sorpresa. Dopo il polverone iniziale, temiamo che alle migliaia di morti ammazzati che ogni anno perdono la vita a causa delle vergognose condizioni delle strade italiane (gli altri) si aggiungeranno altre migliaia di ignari utenti della strada che oggi hanno appreso la notizia con fatalismo e senso di impotenza (da sorteggiare tra noi tutti). Alcune domande sorgono spontanee: Se un incidente mortale su tre è dovuto alle condizioni delle strade, perchè le responsabilità di questi omicidi non vengono quasi mai imputate agli Enti gestori? Perchè le forze dell'ordine o gli altri organismi istituiti per garantire la sicurezza sulle strade non denunciano queste situazioni di pericolo senza attendere che ci scappi il morto?
Non si tratta di "gufare", ma di prendere consapevolezza su ciò che può riservarci il futuro (se non si prenderanno seri provvedimenti). Mettere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi quando non vogliono vedere il pericolo, o fare gesti scaramantici, non serve. In Italia, se non ci saranno correttivi, una famiglia su dieci avrà un morto o un disabile grave all'interno delle mure domestiche per colpa di un incidente stradale. Lo dicono le statistiche, la cui principale funzione è quella di rappresentarci il futuro con "logica" matematica. Forse questo comunicato non si presta all'incremento degli indici di ascolto o di lettura, ma può servire per sensibilizzare le istituzioni interessate e per far crescere una più responsabile cultura della sicurezza stradale.
COSA SUCCEDE DOPO IL TRAUMA DI UN GRAVE INCIDENTE STRADALE?
Purtroppo le vittime della strada ed i loro familiari costituiscono una categoria vulnerabile altamente esposta a fenomeni di sciacallaggio ed ad alcune forme di violenza. Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di esagerazioni, ma gli esiti di un questionario distribuito da sedici organizzazioni Europee a circa 10.000 famiglie forniscono un quadro della situazione veramente allarmante. L'iniziativa è stata realizzata dalla FEVR (Federazione Europea Vittime Strada) in collaborazione con la Commissione dell'Unione Europea. Eccone una sintesi:
Metodologia: E' stato utilizzato un questionario anonimo composto da 56 domande, suddivise in otto settori. Tuttavia, poiché ogni caso è unico, e una formulazione preventiva troppo rigida avrebbe potuto trascurare questioni importanti, è stata aggiunta ad ogni sezione una richiesta aperta di considerazioni e commenti. Per i fini che potrebbero interessare i lavori di questa giornata dedicata al danno punitivo, vi segnalerò solo una parte di queste elaborazioni statistiche.
Risultati: Delle 1364 risposte, il 59% proviene da parenti di morti per incidenti stradali, il 41% da parenti di vittime rese invalide o dagli stessi invalidi. Il margine di errore è +/- 5%. Nella presentazione dei dati la distinzione tra i due tipi di vittime sarà fatta quando si renderà necessaria.
Una larga maggioranza (il 91% delle famiglie dei morti, e il 78% di quelle degli invalidi) lamenta di non essere stata sufficientemente informata sui propri diritti.
Nonostante i giovani siano le vittime più frequenti di incidenti stradali, solo il 10% delle famiglie è stato contattato per la donazione di organi, a dispetto della scarsità di donatori così spesso pubblicizzata. La maggiore insoddisfazione viene espressa nei confronti dei processi penali: l'89% delle famiglie dei morti e il 68% di quelle degli invalidi ritengono di non aver ottenuto giustizia. Inoltre, quasi il 70% non ha sentito il proprio caso trattato in maniera appropriata, seria, rispettosa. Emerge una diffusa insoddisfazione nei confronti delle compagnie di assicurazione. Circa l'80% delle famiglie non è soddisfatto né dei propri rapporti con le assicurazioni, né del risarcimento da loro offerto. Una schiacciante maggioranza (il 95%) desidererebbe un avvocato di parte civile a rappresentare le vittime e le loro famiglie immediatamente dopo l'incidente.
Le vittime soffrono poi di questi sintomi: problemi di sonno 49%; cefalee 55%; incubi notturni 41%; problemi generali di salute 58%. Non si nota un calo significativo dopo tre anni, indice di una sofferenza psicologica di lunga durata, se non permanente. Una larga percentuale dei parenti delle vittime, morte e disabili, così come gli stessi disabili, soffre di disordini psicologici.
La situazione peggiore è quella dei parenti dei morti. Nei primi tre anni, il 72% ha perso interesse per le attività quotidiane, come l'attività professionale, il lavoro di casa, la cucina o gli studi; il 70% lamenta perdita nelle capacità di guida, il 49% perdita di fiducia in se stesso, il 46% ha attacchi d'ansia, il 37% ha sperimentato propositi suicidi, il 64% soffre di depressione, il 27% di fobie, il 35% di disordini alimentari, il 78% prova rabbia e il 71% risentimento. Dopo tre anni, queste manifestazioni decrescono in media solo del 10%. In particolare il pensiero del suicidio cala solo dal 37% al 26%, lasciando una grande percentuale di soggetti in angoscia estrema. Con l'eccezione dell'aspirazione al suicidio, i parenti degli invalidi presentano un quadro simile a quello dei parenti dei morti.
Circa il 50% dei parenti delle vittime, e le vittime stesse, dichiara di aver consumato per lunghi periodi maggiori quantità di sostanze psicotrope (tranquillanti, sonniferi, tabacco, alcool, droghe) rispetto a prima dell'incidente. Dopo la tragedia il 49% delle famiglie dei morti, il 47% di quelle dei disabili è stata soggetta a profondi mutamenti familiari. Far progetti per il futuro sembra impossibile al 68% dei parenti dei morti durante i primi tre anni. Dopo questo periodo, il 59% resta nello stesso stato. Per i parenti dei disabili le prospettive sono lievemente migliori. Come in altri casi, i disabili stessi sono meno pessimisti.
La capacità di godere la vita come prima dell'incidente scompare tragicamente per il 91% dei parenti dei morti per i primi tre anni. Dopo, la perdita persiste per lunghi periodi per l'84% di loro. Per molti, sarà permanente. Le prospettive per i primi tre anni non sono così tristi per i parenti dei disabili al 68%, per i disabili stessi al 69%. Talvolta dopo questo periodo non c'è cambiamento per i parenti, ma c'è un 15% di guarigione per gli stessi disabili.
Circa il 60% dei parenti dei morti, l'80% dei parenti dei disabili e il 70% dei disabili che hanno cambiato occupazione, l'hanno fatto perché costretti dalle circostanze. Tra coloro che hanno perduto il lavoro il 65%, 33% e 33% rispettivamente l'hanno fatto per ragioni psicologiche; gli altri, per ragioni fisiche.
CONCLUSIONI : La sofferenza evidenziata da questa ricerca mostra una proporzione sempre crescente nelle nostre società di vite devastate a causa della violenza sulle strade. Ciò che difficilmente si riconosce da chi di dovere, incluso il sistema giudiziario, è che quanti sono privati di una persona cara o resi invalidi da un incidente stradale sono spesso colpiti in modo permanente, come le famiglie delle vittime di altri tipi di violenza e di strage.
.A seguito di un articolo pubblicato con questo titolo su un quotidiano, la nostra associazione ha voluto esporre il proprio diverso punto di vista. Si è registrato il solito imbavagliamento.
"Da diversi anni ci occupiamo di sicurezza stradale e l'esperienza ci ha insegnato a prevedere le varie "esternazioni" che vengono fatte dopo i "soliti" gravi incidenti. In un certo senso tutti hanno ragione dal loro punto di vista, ma una visione interessata e parziale del problema può portare a scelte sbagliate con conseguenze tragiche. Ultimamente si parla molto di "pirati della strada" e "strade Killer".
Sembra quasi di leggere il copione di un film di cui si intuiscono le "battute" dei protagonisti.
Responsabili delle strade: La colpa della strage stradale è soprattutto di chi è imprudente. Su una affermazione così ovvia vengono poi ricamate tante altre considerazioni che cercano di spostare l'attenzione e le responsabilità su altri soggetti. E' indubbio invece che le conseguenze tragiche di tanti incidenti vadano imputate a coloro che non hanno adottato le misure necessarie per la messa in sicurezza della viabilità secondo le specifiche di Legge. Buche non segnalate, alberi o pali vicini al ciglio stradale, manto stradale difettoso, assenza di idonei guardrail o reti di protezione, piste ciclabili, marciapiedi, segnaletica inadeguata, flussi di traffico non compatibili con le condizioni strutturali della viabilità ed altre inadempienze trasformano spesso in tragedia ciò che poteva invece costituire un banale incidente. Spesso c'è un aggravante : la ripetitività dei sinistri nello stesso punto.
Forze dell'ordine: Il loro numero è inadeguato e la dotazione di mezzi carente. A loro spetta il tremendo compito di constatare la macellazione stradale e di informare i familiari delle vittime. Tuttavia la diffusa tolleranza dimostrata verso coloro che commettono violazioni riguardanti la sicurezza della persona (casco, cinture...), ha contribuito ad alimentare una pericolosa degenerazione culturale. Quasi sempre dopo un grave incidente c'è la promessa di effettuare controlli massicci sulle strade con tolleranza zero. In Svizzera si fanno meno chiacchere e più fatti, ma i numeri della strage stanno diminuendo notevolmente. Ad esempio ogni utente della strada svizzero viene mediamente sottoposto a controllo autovelox 30 volte in un anno.
Educazione stradale e valore della vita: Nonostante la Legge imponga l'obbligo d'insegnamento, l'educazione stradale sta entrando nelle scuole con molta difficoltà. Sono soprattutto i Vigili Urbani ad organizzare corsi di insegnamento che riguardano anche la segnaletica. La nostra associazione è stata tra le prime in Italia ad organizzare incontri nelle scuole con giovani disabili e familiari di vittime per sensibilizzare i ragazzi sul valore della propria ed altrui vita, ma il disinteresse dimostrato dalle istituzioni locali e dalle famiglie è stato spesso impressionante. Per questo motivo utilizziamo in Romagna lo slogan provocatorio "Tra gli struzzi di Romagna una strage che urla vergogna" ed altrove lo slogan "vittime della strada c'è chi prega e chi se ne frega".
CONTROLLI SULLE FORZE DELL'ORDINE CON VIDEOCAMERA
La Onlus PU.RI già dal 1999 ha inviato la seguente lettera a numerosi comandi delle forze dell'ordine:
....Vi invitiamo pertanto a valutare la seguente nostra iniziativa che Vi sottoponiamo con spirito di collaborazione:
Chi è addetto al controllo della circolazione stradale dovrebbe soprattutto assolvere alla funzione primaria della tutela della vita. Invece si contestano frequentemente violazioni che producono maggior gettito, senza invece intervenire adeguatamente in situazioni di potenziale pericolo per l'incolumità della persona ( cinture, casco, ecc.). Le recenti determinazioni degli organi preposti, tese a conseguire una più puntuale applicazione delle norme sanzionatorie previste dal Codice della Strada, dimostrano che esistevano ed esistono comportamenti che non corrispondono ai dettati normativi. Anche a tale situazione deve imputarsi l'evidente e pericolosa degenerazione culturale in atto, che induce gli stessi genitori a considerare le norme di prevenzione per la sicurezza della persona alla stregua di angherie alle quali è giustificabile sottrarsi. La tolleranza che dimostra talvolta una minoranza delle forze dell'ordine, potrebbe configurarsi come omissione di atti d'ufficio? Sulla delicata materia potrebbe essere investita l'autorità giudiziaria competente, per la quale qualche associazione è in procinto di realizzare video documentazione sostenuta dalle necessarie prove testimoniali (alcuni volontari riprenderebbero con videocamera gli episodi di ingiustificata tolleranza).
Nel significarVi la nostra più ampia disponibilità nel ricercare forme utili di collaborazione, ci auguriamo che con un diverso grado di consapevolezza si possa contenere l'intollerabile tributo di sangue versato sulle strade. Potrete esibire la presente comunicazione ai genitori che Vi manifesteranno critiche per le sanzioni comminate ai propri figli in seguito a violazioni del codice della strada.
SICUREZZA STRADALE TROPPO FESTAIOLA
Il 24/11/2001 le scuole di San Mauro Pascoli (FC) hanno partecipato ad un progetto pilota sulla sicurezza stradale, al quale hanno collaborato la Provincia di Forlì, il Comune di San Mauro Pascoli, l'Osservatorio Regionale per la sicurezza stradale ed il Provveditorato agli studi di Forlì. Nessuna di tali istituzioni aveva accolto il nostro invito per partecipare alla giornata dei lavori sulla sicurezza stradale durante il 3° Convegno "primaepoi", ma naturalmente abbiamo assicurato la nostra presenza alla manifestazione. Giornali ed emittenti locali hanno dato ampio risalto all'evento ed alle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali. Abbiamo cercato di far sentire anche la nostra voce, ma abbiamo provocato reazioni esasperate ed offensive che ci hanno indotti a rivendicare formalmente la dignità civile e morale delle nostre finalità associative. A commento di tale esperienza, abbiamo richiesto alla "Gazzetta del Rubicone" di pubblicare un nostro comunicato, ma il Comune di San Mauro Pascoli ha lamentato la carenza di spazio disponibile. Pertanto provvediamo alla divulgazione della nostra "nota stonata" attraverso il sito associativo.
LA NOSTRA NOTA STONATA
Questo è il ragionamento che sembra essere stato fatto: anche la paura è responsabile dei tanti incidenti che avvengono sulle nostre strade? Allora bisogna vincere la paura.
Si organizza una manifestazione per i ragazzi che frequentano le scuole elementari e medie inferiori invitando anche i loro genitori. Siccome si è consapevoli che l'educazione stradale interessa poco, si decide di richiamare la loro attenzione con argomenti più piacevoli. Viene perciò organizzato un incontro nel quale, oltre a propinare i soliti insegnamenti, si fa un esperimento innovativo: si distribuiscono ai presenti vari oggetti pubblicitari in omaggio; si allestiscono alcuni stand dove vengono esposti i più recenti modelli di ciclomotori e di biciclette in commercio; si espone in posizione privilegiata una autovettura (opportunamente elaborata in chiave corsaiola) che possa richiamare l'attenzione generale; si mettono in palio dei premi per gli studenti che si recheranno a scuola con mezzi propri (anche se è ben nota la carenza di piste ciclabili). Se nonostante ciò fosse rimasto qualche timore nei confronti della strada, c'è un'altra risorsa. Viene organizzata per studenti e genitori una dimostrazione di guida sicura con la partecipazione di un noto campione di rally.
Nessuna delle istituzioni presenti è venuta a porgerci un cenno di saluto o a visitare il piccolo spazio che ci era stato messo a disposizione. Ci siamo trovati a disagio, poiché non ci sentivamo parte integrante di quel "modello educativo". I ragazzi (soprattutto quelli più piccoli) non capivano perché anche noi fossimo lì. Il materiale che esponevamo era soprattutto dedicato ai genitori, ma quasi nessuno di loro si è avvicinato. Il cesto nel quale dovevano essere raccolti suggerimenti o disponibilità alla collaborazione per migliorare la sicurezza stradale sul territorio è rimasto completamente vuoto. E' stata una esperienza estremamente deludente.
Quando abbiamo richiesto al Comune di San Mauro Pascoli di pubblicare il nostro diverso punto di vista sul periodico locale "La Gazzetta del Rubicone", ci è stato risposto che non era possibile.
L'intera vicenda dovrebbe stimolare costruttivi spunti di riflessione. Sembra che alcune "interferenze" del mondo del volontariato sul tema della sicurezza stradale siano guardate con diffidenza o contrastate, ma su questo delicato argomento faremo presto sentire la nostra voce con altre note stonate.
Arriva anche il momento in cui ci si rende conto che alle parole ed ai buoni propositi devono subentrare i fatti. Ogni timore o titubanza si dissolve, la parola chiedere si trasforma in pretendere, la debolezza si trasforma in forza, le parole si trasformano in azioni, la commiserazione pretende di essere trasformata in considerazione. Dopo l'apparente boicottaggio del 4° convegno "primaepoi", abbiamo deciso di far conoscere alcuni fatti sconcertanti e di dare un preciso volto ai soggetti istituzionali interessati. Naturalmente ricercheremo ogni possibile forma di collaborazione, ma rivendicheremo con forza la dignità che ci deve essere riconosciuta. Siccome i convenzionali organi di informazione spesso ignorano i nostri appelli e le nostre rivendicazioni, affidiamo frequentemente la nostra voce ad internet, alla posta elettronica, a messaggi esposti sulle tombe di giovani vittime della strada, al passaparola ed ad altri strumenti divulgativi non convenzionali. Riportiamo un estratto delle nostre esperienze o offerte di collaborazione rivolte a rappresentanti istituzionali:
Avvisi stradali pericolosi? ; La piadina con l'indifferenza ; Arrangiatevi ; Li abbiamo fatti indignare ; Le strade che non si incontrano mai ;
Fate sicurezza stradale altrove ; Un silenzio inquietante ; Rivendichiamo rispetto; Forze dell'ordine in videocamera
Il 27/07/2007 abbiamo protocollato presso il comando dei Vigili Urbani la seguente richiesta d'intervento, poichè il Codice della Strada viene spesso disapplicato quando le responsabilità sono riconducibili agli Enti Gestori delle strade. Oggetto: Cartelli stradali pubblicitari e segnaletica stradale. Richiesta d'intervento per accertare eventuali violazioni dell'art. 23 del codice della strada (in particolare commi 1-4 e 13).
In passato la nostra associazione ha ripetutamente segnalato agli Enti gestori l'opportunità di istituire la figura del "collaudatore delle strade", per verificare periodicamente lo stato di sicurezza della rete viaria ed in particolare il rispetto della vigente normativa.
Con spirito collaborativo e nell'intento di prevenire tragedie stradali prevedibili, sottoponiamo al Vostro comando alcune situazioni che hanno suscitato qualche nostra perplessità:
CARTELLI PUBBLICITARI: Abbiamo notato che in prossimità di molte rotatorie (talvolta anche all'interno) sono stati inseriti pannelli pubblicitari che potrebbero provocare la distrazione degli utenti della strada proprio nei punti in cui è richiesta maggiore attenzione. Si allegano alcune foto esplicative (rotatoria all'ingresso del Comune di San Mauro Pascoli con all'interno la pubblicità di un rally cittadino; rotatoria "Quattro Strade" con all'interno pubblicità aziendale; rotatoria "Iperrubicone" con pubblicità inserita sul perimetro esterno ed in prossimità degli accessi; pubblicità aziendale inserita vicina ad un segnale di "stop" in prossimità del casello autostradale Rimini Nord).
SEGNALETICA STRADALE: In passato abbiamo segnalato episodi di segnaletica stradale carente, superflua, incoerente ed ingannevole. In questa occasione documentiamo alcune situazioni che potrebbero provocare pericolose incertezze nella condotta di guida degli utenti della strada (foto nuova rotatoria di Savignano per Canonica in cui, a differenza di altre rotatorie, nell'accesso verso monte non è presente nè il segnale di divieto per la direzione sinistra, nè la freccia di indicazione verso destra; all'uscita da Savignano, foto del cartello di indicazione illeggibile per la deviazione verso Sogliano; a San Mauro Pascoli foto di uno dei tanti segnali superflui di fine limite velocità 30 km. posto vicino al segnale che obbliga a dare la precedenza; Gatteo ed Iper segnali pre-rotatoria).
Auspicando un Vostro urgente interessamento al riguardo, salutiamo distintamente.
Allegate: 16 foto esplicative delle situazioni descritte.
Il 26/11/2002 abbiamo inviato a molti rappresentanti istituzionali ed ai principali organi di informazione locale il seguente comunicato.
Una piadina con l'indifferenza al posto del prosciutto.
Recentemente la trasmissione RAI "Uno mattina" ha ospitato alcuni rappresentanti istituzionali del Riminese per parlare dei prodotti tipici della zona, ma per la piadina è stato trascurato un ingrediente fondamentale: l'indifferenza. Da diversi anni cerchiamo di coinvolgere il Comune e la Provincia di Rimini nelle iniziative che promuoviamo sul territorio, ma non abbiamo mai ricevuto alcun cenno di disponibilità. Nonostante ciò, i nostri giovani docenti disabili hanno incontrato migliaia di studenti per parlare di educazione stradale, abbiamo realizzato quattro convegni nazionali (due a Rimini e due a Bellaria) con il patrocinio di altri Enti Pubblici, abbiamo incontrato diversi familiari di vittime della strada colpiti da lutto recente ed abbiamo svolto una costante opera di sensibilizzazione sul territorio. Purtroppo anche la gente comune sembra disinteressata e poco disponibile ad assumere un ruolo attivo per fermare la strage stradale. Per questi motivi utilizziamo spesso lo slogan provocatorio "Tra gli struzzi di Romagna una strage che urla vergogna", in quanto la nostra regione si trova al vertice della classifica nazionale per numero di vittime (in rapporto alle auto circolanti) e, se non ci saranno correttivi, una famiglia su dieci avrà un morto o un disabile grave all'interno delle mura domestiche a causa di incidenti stradali. Questo non significa gufare, ma prendere consapevolezza dei fatti.
Dovendo programmare l'attività per il 2003, circa un mese fa abbiamo fatto alla Provincia ed al Comune di Rimini la seguente domanda : Se siete intenzionati a collaborare ed a sostenere concretamente le nostre iniziative, fatecelo sapere al più presto. Siamo ancora in attesa di una improbabile risposta.
In Romagna la piadina non ha più il sapore di una volta, ma forse la colpa è dei nuovi ingredienti o dei gusti che sono cambiati.
Il 15/11/2002 abbiamo inviato la seguente lettera aperta al Sindaco di Cesena Arch. Conti ed al Presidente della Provincia di Forlì-Cesena Prof. Gallina:
Nonostante le ripetute sollecitazioni al coinvolgimento diretto (per sostenere le nostre iniziative in materia di sicurezza stradale), non abbiamo mai ricevuto alcun Vostro cenno di concreta e significativa disponibilità. L'anno scorso i nostri docenti (ragazzi disabili e familiari di vittime della strada) hanno fatto alcuni incontri nelle scuole di Cesena e siete stati invitati ad assistervi. Non c'è stata alcuna risposta e siamo rimasti molto delusi per l'indifferenza e la scarsa sensibilità nei confronti della nostra attività. Purtroppo simili comportamenti deludono le aspettative dei nostri "docenti" di educazione stradale e con il passare degli anni il loro numero si è sensibilmente ridotto. Fortunatamente avviene esattamente il contrario per le associazioni che in altre zone hanno preso spunti dal nostro "modello educativo". A tale proposito alleghiamo un documento della Fondazione Alessio Tavecchio di Monza (www.alessio.org), nel quale sono stati evidenziati con colore rosso i riferimenti alla nostra associazione. Vale la pena di leggerlo integralmente e vi invitiamo a farlo con mente aperta e molta attenzione.
Dovendo definire il calendario degli impegni per il 2003, Vi facciamo una domanda alla quale potrete rispondere semplicemente con un "sì" o con un "no". Ritenete utile l'attività della nostra associazione e siete disposti a sostenerla ed a collaborare concretamente rispettandone l'autonomia? Siamo consapevoli che spesso la nostra voce è sgradita e fuori dal coro, ma il fine ultimo è sempre quello di fermare la strage stradale e di dare sostegno alle vittime della strada ed ai loro familiari. Non c'è alcun astio personale se negli incontri con gli studenti evidenziamo anche le responsabilità di istituzioni e famiglie, se con un nostro esposto alla Procura abbiamo provocato l'apertura di indagini per la messa in sicurezza delle strade nella provincia di Forlì-Cesena o se gli studenti delle scuole medie di San Giorgio di Cesena hanno protocollato la mappa dei punti più pericolosi della viabilità (segnalando le possibili soluzioni) da consegnare a coloro che in futuro dovessero subire incidenti prevedibili nei punti segnalati.
A titolo di referenza alleghiamo una scheda riassuntiva che descrive ciò che abbiamo fatto nel 2001. Le iniziative più recenti sono riportate sul sito http://digilander,libero.it/puri .
Il Sindaco di Cesena Arch. Conti ha risposto dichiarando che l'Amministrazione Comunale è fortemente impegnata per migliorare la sicurezza stradale e che sia le Istituzioni pubbliche, sia le più diverse associazioni e organizzazioni sociali possono, ciascuno nel proprio ruolo e in piena autonomia, contribuire a rendere più sicura la vita di noi tutti.
Bla..bla..blaIn sostanza la risposta alla nostra proposta di collaborazione è stata
"no".
Il 13/11/2002 abbiamo inviato al Sig. Zoffoli, Sindaco di Gambettola, il seguente messaggio:
Nonostante la conoscenza personale e le ripetute sollecitazioni al coinvolgimento diretto (per sostenere le nostre iniziative in materia di sicurezza stradale), non ho mai ricevuto alcun Suo cenno di concreta disponibilità. L'anno scorso i nostri docenti (ragazzi disabili e familiari di vittime della strada) hanno fatto due incontri con le scuole medie di Gambettola e nell'ultimo di questi Le esposi con estrema franchezza la nostra delusione per l'indifferenza e la scarsa sensibilità nei confronti della nostra attività. Purtroppo simili comportamenti deludono le aspettative dei nostri "docenti" di educazione stradale e con il passare degli anni il loro numero si è sensibilmente ridotto. Chissà se qualcuno proverà sensi di colpa.
Dovendo definire il calendario degli impegni per il 2003, Le faccio una domandina semplicissima alla quale potrà rispondere solo con un "sì" o con un "no": Come Sindaco di Gambettola ritiene utile l'attività della nostra associazione ed è disposto a sostenerla concretamente senza farsi condizionare da valutazioni di convenienza istituzionale?
Se anche questa comunicazione dovesse ricevere una Sua silenziosa risposta, ne prenderò semplicemente atto e ne terrò conto nel programmare la nostra futura attività. Le allego una scheda riassuntiva che descrive l'attività del 2001.
C'è stata una risposta attraverso le pagine di alcuni quotidiani locali: Il Sindaco Zoffoli ed il comandante dei Vigili Urbani Marchi hanno colto la palla al balzo per rivendicare una serie di iniziative che l'Amministrazione Comunale ha assunto per migliorare la sicurezza stradale a Gambettola . Le nostre affermazioni sono state definite "inaccettabili" ed hanno provocato indignazione.
E' il colmo. Alla faccia della semplicità. Il 15/11/2002 abbiamo inviato al Sindaco il seguente messaggio: "...la domandina evidentemente Le è stata formulata in modo confuso. Non Le ho chiesto di illustrare ciò che l'Amministrazione Comunale di Gambettola ha fatto e sta facendo per la sicurezza stradale, ma, dovendo definire il calendario degli impegni per il 2003, se ritiene utile l'attività dell'associazione che presiedo e se è disposto a sostenerla concretamente, senza farsi condizionare da valutazioni di convenienza istituzionale. Prendo atto della Sua risposta che interpreto come "no". Se avessi errato l'interpretazione, me lo faccia sapere". La nostra interpretazione era corretta!!
Il 6/11/2002 abbiamo inviato all'assessore Neri del Comune di San Mauro Pascoli il seguente messaggio:
Dobbiamo purtroppo ritornare a parlare del progetto pilota denominato "sulle strade senza paura", tenuto a battesimo circa un anno fa nelle scuole di San Mauro Pascoli, con il sostegno dell'Osservatorio Regionale per la sicurezza stradale, della Provincia di Forlì-Cesena, del Provveditorato agli studi di Forlì e del Comune di San Mauro Pascoli. A seguito delle riserve che esprimemmo su quel modello educativo (lo definimmo troppo festaiolo) ci fu inviata una comunicazione sconcertante, che riscontrammo con il documento allegato. Da allora è calato il silenzio e ci siamo sentiti circondati da una spessa coltre di indifferenza/insofferenza. Per la prima volta, dopo tanti anni, le scuole medie di San Mauro Pascoli non hanno richiesto un incontro con i nostri "docenti" disabili, nonostante le sollecitazioni provenienti da studenti e genitori. Le scuole medie di Savignano, Gatteo e Gambettola hanno assunto un analogo comportamento. Quando poi abbiamo proposto di premiare uno specifico tema sulla sicurezza stradale e di partecipare ad una lezione di educazione stradale durante i lavori del 4° convegno "primaepoi", nessuno ha risposto. La stessa sorte è toccata al Difensore Civico di Cesena, quando ha invitato il Sindaco di San Mauro Pascoli a dare adeguata considerazione alle iniziative promosse dalla nostra associazione. Le nostre critiche al progetto pilota "sulle strade senza paura" riguardarono anche un altro specifico aspetto, poichè segnalammo che
mentre da una parte venivano premiati gli studenti che si recavano a scuola con mezzi propri (a piedi o in bicicletta), dall'altra non si era tenuto conto della carenza di idonee piste ciclabili per garantire un percorso in sicurezza. Dopo tale segnalazione furono realizzati alcuni percorsi ciclabili riservati sulle carreggiate stradali già esistenti. La presenza di vigili urbani ed altri ausiliari del traffico negli orari di entrata ed uscita dalle scuole fu comunque capillare e rassicurante . Alla fine dell'anno scolastico, statistiche alla mano, si è enfatizzato il successo dell'iniziativa, dandone ampio risalto sugli organi di informazione locale.Con l'inizio del nuovo anno scolastico alcune soluzioni estemporanee in materia di piste ciclabili sono state rimosse (sembra non corrispondessero alle norme vigenti) e la presenza dei vigili urbani in prossimità delle scuole si è notevolmente rarefatta.
Rispetto all'anno scorso, è quindi notevolmente aumentata la soglia di pericolosità per gli studenti che si recano a scuola con mezzi propri. In passato abbiamo già denunciato i rischi connessi a certi "esperimenti", ma quel che più ci sconcerta è l'irresponsabile disinteresse che diversi genitori sembrano dimostrare verso questo problema. Il 12/11 di cinque anni fa a San Mauro Pascoli il tredicenne Alex Trombini rimase vittima di un incidente stradale, mentre percorreva in bicicletta una strada, priva di pista ciclabile, per recarsi a scuola. All'annuale cerimonia religiosa di commemorazione sono sempre presenti tantissimi ragazzi, ma pochissimi genitori. Forse, come Lei sostiene, abbiamo carenze propositive e siamo condizionati da patemi e visioni catastrofiche della vita. Forse per questo motivo la nostra voce viene soffocata e la nostra attività di volontariato viene spesso scoraggiata o boicottata. Forse abbiamo esagerato quando recentemente nelle trasmissioni televisive "la vita in diretta" e "Maurizio Costanzo Show" abbiamo denunciato l'indifferenza che ci circonda, le responsabilità di natura istituzionale e gli insulti rivolti alle vittime della strada ed ai loro familiari. Forse con questa lettera aperta comprometteremo ogni possibilità di futura collaborazione con il Suo assessorato (al momento inesistente). Quel che è certo è che intendiamo fermare la strage stradale con determinazione e con una costante opera di sensibilizzazione, mettendo a disposizione, nei limiti del possibile, la nostra collaborazione e la nostra "esperienza".L'assessore Neri ha risposto rilevando che se la collaborazione con l'Assessorato alla Scuola del Comune di San Mauro, è, come si sostiene, attualmente inesistente, ciò deriva dal fatto che, pur perseguendo le stesse finalità, si seguono modalità e percorsi diversi
e per questa ragione i sentieri non si incontrano. Nella risposta vengono poi descritte le diverse iniziative promosse dall'Amministrazione Comunale per migliorare la sicurezza stradale con l'invito a guardarle con occhio meno prevenuto.
Il 5/11/2002 abbiamo inviato al Presidente della Regione Emilia Romagna ed all'Osservatorio Regionale il seguente messaggio:
Entro la fine di Novembre, la nostra associazione elabora (nelle linee essenziali) il programma di attività per il nuovo anno, sulla base delle esperienze acquisite, delle risorse disponibili e della disponibilità di tempo dei propri associati. Purtroppo alcuni giovani "docenti" disabili non potranno più accordarci la loro collaborazione per l'insegnamento dell'educazione stradale nelle scuole e saremo quindi costretti a ridimensionare notevolmente questo settore di attività. Probabilmente ciò non sarebbe successo se le istituzioni alle quali abbiamo rivolto ripetuti ed accorati appelli ci avessero concesso maggior sostegno e collaborazione. In queste ultime settimane abbiamo ricevuto numerose proposte per sviluppare la nostra attività di volontariato in altre Regioni, ma ciò comporterebbe una profonda revisione di tutto il nostro apparato organizzativo. Dovremo comunque operare delle scelte al più presto e per tale motivo intendiamo verificare la vostra disponibilità per una concreta ed incisiva collaborazione operativa. Ci è stato in particolare proposto di realizzare il prossimo 5° convegno "primaepoi" (educazione e sicurezza stradale, dopo incidente, terapie di guarigione non convenzionali, indecente mercato dell'occulto, esiste l'aldilà?) in altre città (Roma, Milano...) con il convinto e determinante sostegno di istituzioni ed associazioni del luogo. Prima di assumere delle decisioni al riguardo, vorremmo sapere se la Regione Emilia Romagna è interessata a sostenere una simile manifestazione, nel caso decidessimo di riproporla a Rimini. In caso di interesse, si potrebbero ipotizzare alcune particolari iniziative da organizzare congiuntamente, come ad esempio la ricerca di possibili forme di collaborazione tra la Regione Emilia Romagna e le varie associazioni familiari vittime della strada operanti sul territorio, una lezione di educazione stradale impartita da ragazzi (disabili e non) a studenti ed adulti, la premiazione dei migliori temi su specifici temi riguardanti la sicurezza stradale, un confronto costruttivo per ricercare obiettivi condivisi con le compagnie di assicurazione.... Probabilmente in passato ci sono state delle incomprensioni e probabilmente ne siamo in gran parte responsabili. Voltiamo pagina e facciamo assieme ogni possibile sforzo per cercare di fermare l'assurda strage stradale che si consuma quotidianamente sulle nostre strade. In attesa di un Vostro urgente cenno di disponibilità, salutiamo con distinta stima.
L'Osservatorio Regionale ha risposto proponendo un incontro interlocutorio con le varie associazioni di familiari vittime della strada operanti nella Regione Emilia Romagna. L'incontro non c'è mai stato.
L'1/11/2002 abbiamo inviato al Sindaco di Rimini Ravaioli ed all'assessore provinciale Nando Piccari il seguente messaggio (ne riportiamo uno stralcio), con preghiera di inoltrarne una copia al Presidente della Provincia di Rimini Fabbri:
....Mi fu manifestata sorpresa ed incredulità, ma nel contempo ricevetti assicurazione che sarei stato contattato al più presto per sviluppare una costruttiva collaborazione. Ha invece fatto seguito un inaspettato silenzio. Nel mese di Luglio ho ripetutamente cercato di mettermi in contatto con Voi, Vi ho richiesto un aiuto per coinvolgere le scuole nella lezione di educazione stradale che alcuni giovani "docenti" disabili avrebbero tenuto nella prima giornata del convegno e Vi ho invitati a partecipare al dibattito "nonsolochiacchere", pregandovi di estendere l'invito a tutti i consiglieri comunali e provinciali ed alla polizia municipale. Ancora una volta ha fatto seguito un silenzio assordante, ma mi rifiuto di pensare che ciò significhi insensibilità o scarsa considerazione nei confronti delle vittime della strada e dei loro familiari. Al dibattito "nonsolochiacchere" non era presente alcun rappresentante istituzionale e, per una serie di altre strane situazioni di contorno, è stato ipotizzato il boicottaggio di un evento giudicato "scomodo". Relatori e convegnisti sono rimasti stupefatti. Quest'anno il convegno "primaepoi" ha approfondito il tema dell'indifferenza e nella trasmissione RAI "La vita in diretta" del 23/10 (nel corso di un collegamento da Rimini) è stato divulgato lo slogan della manifestazione appena conclusa: Vittime della strada - c'è chi prega e chi se ne frega.
... Per questo motivo intendo "giocare" a carte scoperte, prospettandoVi le scelte che mi accingo a fare:
Ho già ricevuto numerose proposte per sviluppare la nostra futura attività di volontariato altrove. Mi è anche stato proposto di realizzare il prossimo convegno "primaepoi" in altre città (Roma, Milano...) con il convinto e concreto sostegno di istituzioni ed associazioni del luogo. Se siete intenzionati a collaborare ed a sostenere concretamente le nostre iniziative, fatemelo sapere al più presto.... poichè chiunque si trovi nelle condizioni di intervenire per arginare l'emergenza dell'invalidità e mortalità sulle strade ha il dovere morale e civile di farlo, altrimenti si rende complice delle conseguenze.
A completa disposizione per una fattiva collaborazione ed in attesa di urgente riscontro, saluto con distinta stima.
Stiamo ancora aspettando una improbabile risposta.
Il 25/6/2002 è stato inviato ai Presidenti della regione e della giunta regionale Emilia Romagna il seguente messaggio che non ha ricevuto risposta:
Stim.mi Presidenti,
Gli organi di informazione stanno riportando notizie allarmanti sulla strage stradale nella nostra Regione. Si moltiplicano gli incontri (ai quali normalmente non siamo neppure invitati), le elaborazioni statistiche ed i comunicati, ma la voce delle vittime e dei loro familiari viene spesso soffocata. Nel rivendicare la dignità ed il ruolo che ci compete, sollecitiamo un incontro chiarificatore e propositivo, inoltrandoVi ancora una volta la richiesta del 19/3/2002, mai riscontrata.
A prescindere da ogni altra considerazione, facciamo appello al sentimento di "rispetto" che dovrebbe essere dovuto verso chi ha provato direttamente sulla propria pelle il trauma di una tragedia stradale. L'Associazione per la sicurezza stradale di Ferrara vorrà dare divulgazione al presente documento attraverso i principali organi di informazione.Per il coordinamento regionale delle associazioni familiari e vittime della strada:
Giuseppe Raduano
Il 17/3/2002 si sono incontrate a Modena diverse sedi di associazioni di familiari vittime della strada operanti in Regione. Si sono assunte decisioni congiunte ed è anche stato deciso di richiedere un incontro al Presidente della Regione Emilia Romagna, richiamando la risoluzione delle Nazioni Unite 40/30 (1985) nella parte in cui si raccomanda ai paesi membri di trattare le vittime con sensibilità e rispetto della propria dignità, adoperandosi affinchè sia loro concessa l'opportunità di esprimere e comunicare l'impatto che il trauma ha causato.
Troppo spesso la responsabilità degli incidenti viene imputata al destino, alla nebbia, alla pioggia, alla condotta di guida o ad una serie di altri motivi. E' una verità parziale, poiché si tende a sottovalutare l'aspetto della prevedibilità, con ogni conseguente implicazione sul piano delle responsabilità. Troppo spesso le vittime della strada ed i loro familiari subiscono mortificazioni e violenze intollerabili dopo aver sofferto un gravissimo trauma. Con questo consapevolezza e con questo spirito sono stati chiesti adeguati ed urgenti interventi per la miglior tutela degli utenti della strada.
Il 24/8/2004 abbiamo cercato di sensibilizzare gli organi di stampa sulle responsabilità degli Enti gestori delle strade con il seguente comunicato:
Consapevoli dell'eccessiva lunghezza del testo, non vi chiediamo di pubblicare il presente documento, ma con spirito di costruttiva collaborazione crediamo però possano esserVi utili alcune delle informazioni che abbiamo selezionato (tratte da una direttiva divulgata dal Ministero dei Lavori Pubblici nell'anno 2000) per un più esauriente servizio informativo.
Con la
segnaletica si avvertono gli utenti che percorrono la strada dei pericoli presenti, si prescrive il modo di comportarsi, si danno informazioni e indicazioni per le scelte d'itinerario.Sulla base di tale autorevole premessa, rileviamo, a titolo esemplificativo, che il centro abitato del Comune di .. ha un limite di velocità di 30 Km. orari, che nello stesso comune sono presenti spazi di sosta (delimitati con segnaletica orizzontale) che non rispettano le distanze minime dagli incroci previste dal Codice della Strada, che dopo la costruzione della nuova rotatoria in località... non sono stati rimossi i vecchi e contradditori segnali di precedenza, che all'uscita dell'autostrada Cesena Nord la condotta di guida può diventare incerta e pericolosa perchè non è indicata la direzione Forlì/Bologna, che a Case Castagnoli sull'immissione alla Via Emilia in direzione Rimini è stato collocato un segnale di "stop" in corsia di accelerazione.....
Per migliorare la credibilità e la dignità della segnaletica (a tutela dell'incolumità degli utenti della strada), auspichiamo immediati interventi ed una più
attenta verifica dell'intera rete viaria. Non si tratta di facoltà, ma di obbligo. Le forze dell'ordine dovrebbero segnalare agli Enti gestori delle strade la presenza di segnaletica pericolosa od incoerente, imponendone comunque il rispetto. Anche se può sembrare una provocazione, dovrebbe essere utilizzato l'autovelox sulle strade con limite di velocità di 30 km. orari (soprattutto se periferiche), dovrebbe essere sanzionato chi non rispetta lo "stop" in corsia di accelerazione e così via.... omissis...Abbiamo ricevuto innumerevoli lettere da parte di genitori e ragazzi che hanno provato la sofferenza della perdita di un caro amico. Quasi tutte raccontano episodi particolari, che hanno avuto il merito di lasciare un ricordo nostalgico di chi non è più visibile ai nostri occhi, ma sempre presente nei nostri pensieri, soprattutto quando i fatti della vita ci procurano emozioni profonde. Non avrebbe alcun senso redigere una graduatoria di merito per scegliere le lettere da pubblicare sul sito. Abbiamo deciso di inserire su questa pagina due messaggi che a volte i nostri "docenti" di educazione stradale richiamano negli incontri con gli studenti. Essi vogliono rappresentare l'affetto e l'amicizia che tante persone continuano a provare verso chi ha percorso assieme a loro solo un breve tratto di strada terrena.
COME RICHIEDERE LA MESSA IN SICUREZZA DELLE STRADE
Esistono situazioni di pericolo che mettono a rischio l'incolumità degli utenti della strada. Esistono anche casi di segnaletica stradale ingannevole di cui nessuno sembra preoccuparsi. In questi casi bisognerebbe porsi un interrogativo che molti Enti gestori delle strade sottovalutano: in caso d'incidente cosa succede?
La risposta è ovvia: gli Enti gestori delle strade assumono precise responsabilità che vanno valutate tenendo conto di eventuali circostanze aggravanti, come ad esempio la presenza di specifiche segnalazioni alle quali non viene dato alcun seguito. Per salvaguardare la nostra ed altrui incolumità, suggeriamo a chiunque interessato di presentare formale segnalazione con richiesta d'intervento. Alleghiamo a titolo esemplificativo alcune istanze da adattare alle specifiche circostanze.
Segnaletica ingannevole: Denuncia al sindaco
Buche stradali: Denuncia al sindaco
Insidie stradali: Denuncia al Ministero dei trasporti
Oggetto: pericolo per segnaletica stradale ingannevole.
Nella mia qualità di presidente dell'Associazione intestata (o di utente della strada) comunico che nello svincolo della SS 16 Adriatica uscita S. Mauro Mare (provenienza da Cesenatico) esiste una grave situazione di pericolo consistente in un cartello stradale che indica la possibilità di svolta a sinistra per raggiungere il Centro Commerciale. Tale possibilità è invece preclusa e chi non conosce la viabilità locale si trova improvvisamente in una situazione di incertezza che può risultare estremamente pericolosa. Trattasi quindi di segnaletica ingannevole, poichè spesso è motivo di pericolose manovre da parte di tanti automobilisti che imboccano il senso vietato. Allego la copia di un nostro recentissimo comunicato stampa, che è stato parzialmente riportato sulla cronaca locale dei quotidiani "Corriere di Romagna" e "La Voce" in data 27/07/2005 (oppure una fotografia della segnaletica ingannevole). La invito, nella Sua qualità di Ufficiale di Governo e/o di pubblico Ufficiale, ad intervenire provvedendo con tutta urgenza a rimuovere la detta situazione ovvero, ove la rimozione non sia di Sua competenza, a darne notizia all'Ufficio competente. Resto in attesa di Sua assicurazione e comunque di riscontro e Le invio intanto i migliori saluti.
* Nel caso specifico, dopo pochi giorni la segnaletica è stata modificata.
Oggetto: pericolo per buche presenti sul manto stradale.
In qualità di presidente dell'Associazione intestata (o di utente della strada) comunico quanto segue, affinchè, nella Sua qualità di Ufficiale di Governo e/o di pubblico Ufficiale, intervenga con tutta urgenza per rimuovere la detta situazione ovvero, ove la rimozione non sia di Sua competenza, a darne notizia e sollecito all'Ufficio competente. Abbiamo appreso che a ...... è in corso una raccolta firme per mettere in sicurezza le strade, con particolare riferimento alle tante buche presenti sul manto stradale (oppure "si allega una fotografia che dimostra la situazione di pericolo denunciata"). Si ritiene utile segnalare al riguardo un commento tratto dal sito
http://cnoss.135.it :" Chi dovesse incappare o è già incappato nella triste disavventura di avere un incidente a causa di buche sulle strade mal segnalate o non segnalate affatto sappia che con sentenza n° 2963 del 29 Marzo 1999 la terza sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune di Desio (MI) che, appunto, si rifiutava di riconoscere le proprie responsabilità verso un utente incappato in una di queste buche. Sulla cronaca di Rimini del quotidiano Il Resto del Carlino del 29/5/2004 si legge che il direttore dell'AMIA è stato condannato a sei mesi per omicidio colposo, nonostante l'assicurazione della società avesse già provveduto a risarcire i familiari della vittima. Il caso riguarda il decesso di P.B. Mentre si trovava alla guida del proprio ciclomotore, la ruota anteriore si trovò davanti uno scalino dell'asfalto a causa di un rattoppo sull'asfalto che aveva lasciato un repentino dislivello. La conseguente caduta provocò il decesso (avvenuto dopo circa 15 giorni dall'incidente). L'AMIA aveva precedentemente segnalato la necessità di un intervento straordinario per la messa in sicurezza, ma l'intervento non fu mai eseguito. Secondo il Giudice, il direttore dell'AMIA sarebbe stato obbligato a controllare che la manutenzione ordinaria non provocasse situazioni di pericolo e per questo motivo ha emesso una decisione di condanna per omicidio colposo. Con altra sentenza n. 13974/2005 la Corte di Cassazione stigmatizza l'apodittica convinzione che nel centro cittadino la velocità particolarmente moderata consenta comunque l'avvistamento di una buca, non evidenziando il fatto che comunque l'utente della strada faccia proprio affidamento sulle buone condizioni del manto stradale proprio perchè si trova in un centro cittadino e non in un luogo disagevole. Inoltre la Corte ha contestato la motivazione del giudice di prime cure in quanto non ha tenuto conto delle risultanze probatorie acquisite agli atti di causa, alla cui disamina il Giudice non può sottrarsi... diversamente opinando risulterebbe impossibile il "controllo logico" della decisione".
Si riporta al riguardo anche un estratto del D.L.tivo 267 / 2000 (Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale):
- Il sindaco, quale ufficiale del governo, sovraintende allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge; alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il prefetto.
- Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità' dei cittadini;
- per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica. Ove il sindaco non adotti i provvedimenti di cui al comma 2, il prefetto provvede con propria ordinanza.
Resto in attesa di Sua assicurazione e comunque di riscontro e Le invio intanto i migliori saluti.
(Modello predisposto dal Coordinamento Nazionale Camperisti)
RACCOMANDATA
Preg. Direttore della Divisione VIII
Direzione Generale per la Motorizzazione
Dipartimento per i trasporti terrestri
Ministero dei Trasporti
36, via Caraci Giuseppe
00157 ROMA
Preg. Questore di ...................................... (inserire il Questore della provincia in quanto presiede l'organo accertatore)
Preg. .......................................................(inserire se di vostra conoscenza il gestore e/o responsabile della strada)
..l.. sottoscritt .... ............................................................................................
nat ... il ........................................... a .....................................................................
residente in .................................... via/piazza ............................ Numero civico .......
posta elettronica ................................................... telefax ................................................
il giorno ................................................................... circa alle ore ............................
proveniente da ...................................................
e diretto a .............................................................
nel comune di .............................................................
in provincia di ............................................................
stavo percorrendo ......................................................................................................
(autostrada a pedaggio, autostrada gratuita, Strada Statale, Superstrada, Strada Provinciale, Strada Comunale, Strada vicinale, altro)
precisamente .............................................................................................................
(nome della strada, numero della strada, denominazione della strada, altro............................................... )
alla altezza del ........................................
(chilometro, numero civico, altro)
riscontrando la seguente insidia stradale:
01) stato della strada ....................................................................
(cunette non segnalate, pietrisco, dosso pericoloso, solchi, buca, frana, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, effetto aquaplaning, liquidi scivolosi sulla sede stradale, oggetti abbandonati sulla sede stradale, passaggio di animali non segnalato, altro)
02) presenza di dissuasori ...................................................
(troppo alti, troppo ripidi, deformati, mal segnalati, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
03) presenza di cordoli .............................................................
(deformati, mal segnalati, poco visibili, sdrucciolevoli, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
04) presenza di segnaletica stradale orizzontale .....................................................................
(poco visibile, troppo liscia, troppo spessa, confondente, non prevista dal Codice della Strada, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
05) presenza di segnaletica stradale verticale .........................................................
(poco visibile, coperta da vegetazione, con supporto inadeguato, in posizione errata, confondente, priva sul retro dei dati previsti all'articolo 77 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada e in particolare essendo prescrittiva della ordinanza istitutiva, non prevista dal Codice della Strada, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
06) presenza di barriera ......................................
(inesistente, danneggiata, pericolosa, non raddoppiata, inutile, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
07) presenza di curva ...........................................
(non segnalata, senza visibilità, con visibilità limitata, con illuminazione laterale confondente, con sede stradale con poca aderenza, con pubblicità laterale confondente, altro)
08) presenza di incrocio .........................................
(difficile da percepire, con segnaletica che impone di fermarsi per comprenderla, con scarsa visibilità, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
09) presenza di tombino .......................................................
(deformato, troppo profondo, scivoloso, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
10) presenza di spartitraffico .......................................................
(con scarsa visibilità dei catarifrangenti, vegetazione invadente, segnaletica con scarsa visibilità, illuminazione scarsa, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, altro)
11) presenza di lavori in corso ........................................
(sospesi ma con limitazioni in atto, mal segnalati, con illuminazione laterale confondente, con pubblicità laterale confondente, con avvisatori di velocità non previsti dal Codice della Strada, cunette non segnalate, pietrisco, dosso pericoloso, solchi, buca, frana, altro)
Per quanto sopra, ..l.. sottoscritt ....
chiede alla Direzione VIII del Ministero dei Trasporti
ai sensi dell'articolo 45 del Codice della Strada, un tempestivo intervento per ripristinare la sicurezza stradale nella strada oggetto della presente segnalazione,
chiede al Questore
l'invio di agenti accertatori per verificare lo stato della strada e l'esistenza della insidia segnalata;
chiede al gestore della strada
un tempestivo intervento per ripristinare la sicurezza stradale, ricordando che, in caso di incidente con morti e/o feriti a causa di detta insidia, invierà istanza/denuncia alla Autorità Giudiziaria chiedendo di accertare l'esistenza obiettiva di pericolo o di insidie della strada, dovuti a condotta colposa omissiva o commissiva dell'ente proprietario e l'eventuale nesso di causalità tra tale condotta e danni subiti dagli utenti (Cass. Civ., Sez. III, 14 marzo 2006, n° 5445, che individua il generale obbligo della P.A. di predisporre tutte le cautele necessarie atte ad evitare insidie esistenti non solo sulla sede stradale, ma anche nelle banchine laterali; nonchè la precedente importante Cass. Civ., Sez III, 4 Giugno 2004, n° 10654, che ha ritenuto la P.A. obbligata "a far sì che il bene demaniale non presenti per l'utente una situazione di pericolo occulto, cioè non visibile e non prevedibile, che dia luogo al cosiddetto trabocchetto o insidia stradale").
A presto leggervi, ..........................................................
(firma leggibile)
.......................... , ......................... 2006
(luogo e data)
ECCO PERCHè PER SALVARE UNA VITA
è INDISPENSABILE CHE L'UTENTE DELLA STRADA
SEGNALI UNA INSIDIA STRADALE.
IL DANNO PER INSIDIA STRADALE E LA RESPONSABILITA' DELL'ENTE PROPRIETARIO DELLA STRADA.
In caso di incidente cagionato da insidia stradale, per poter affermare la responsabilità dell'Ente proprietario e/o concessionario della strada, l'attore deve provare non solo che l'eventus damni sia riferibile ad un pericolo oggettivamente non visibile e soggettivamente non prevedibile, ma anche che l'insidia si trovava sulla carreggiata da tempo sufficiente a rendere esigibile un intervento di messa in sicurezza da parte dell'Ente proprietario e/o concessionario della strada. Tale posizione è quella assunta dal Tribunale Civile di Varese nella sentenza n. 149/2005, concernente una fattispecie di danno da insidia stradale causato dalla presenza di una macchia d'olio sulla carreggiata. Il dispositivo di tale sentenza - ultima di una lunga serie - non conferisce alcuna certezza assoluta ad una fattispecie che è stata ed è tuttora molto controversa, di cui sia la stessa giurisprudenza che la dottrina non hanno tuttora raggiunto una interpretazione univoca. Difatti, basta citare come esempio la sentenza n. 5965 del 3 marzo 2004 del Tribunale di Milano che, nel valutare un contenzioso per incidente stradale causato dalla presenza di una macchia d'olio, si è pronunciato rilevando che in tali casi si applica l'art. 2051 c.c, relativo alla responsabilità di colui che ha la cosa in custodia - nella specie l'ente gestore dell'autostrada in cui è avvenuto il sinistro - e che in mancanza di prova del caso fortuito, e proprio il gestore della strada a rispondere dei danni a colui che ha subito l'incidente. Viceversa, non è andato a buon fine il tentativo di un autotrasportatore di farsi riconoscere da una società autostradale, una richiesta di danni subito causati da una macchia di gasolio presente sul fondo stradale. Nel caso in esame, il Tribunale di Monza con sentenza n. 116/04, non ha ritenuto sussistere alcun tipo di responsabilità a carico della concessionaria, in quanto, l'evento che ha provocato il danno non rientrerebbe tra quelle situazioni di pericolo strettamente correlate alle pertinenze dell'autostrada. Difatti, nel caso in esame, il Tribunale ha stabilito che l'evento dannoso - la chiazza di gasolio - era inevitabile ed imprevedibile, essendosi verificato prima che l'ente potesse rimuoverlo o quanto meno segnalare la situazione di pericolo. In sintesi, la parte ricorrente non è riuscita a dimostrare che l'evento dannoso fosse presente molto tempo prima rispetto a quando si è verificato l'incidente; in tal modo non è riuscito a comprovare una assunzione di responsabilità dell'ente proprietario della strada per l'imperizia o la negligenza, per non aver provveduto in tempi rapidi a rimuovere la macchi di gasolio. Quindi, in base alle sentenze sopra citate, non è assolutamente consolidato l'indirizzo secondo il quale l'utente che subisca danni in seguito all'utilizzazione della strada pubblica, può invocare a sostegno delle proprie pretese risarcitorie, unicamente la disciplina di cui all'art. 2043 c.c.; norma di chiusura dell'ordinamento posta a tutela del generale principio del nemienm ledere. Ma trova, tuttora, ancora applicazione a tali fattispecie la presunzione aggravata di responsabilità sancita dall'art. 2051 c.c. che regolamenta la responsabilità del custode per i danni cagionati dalle cose in custodia.
Presupposto indispensabile dell'art. 2051 c.c. è il rapporto che lega il custode alla cosa che ha cagionato il danno. In base a tale norma infatti, custode è colui che avendo la gestione della res ha la possibilità nonché l'obbligo di prevenire in ogni momento che la stessa possa arrecare danni a terzi. In virtù di tale rapporto parte della giurisprudenza nonché della dottrina, ha attribuito a carico del custode una presunzione iuris tantum di responsabilità, con la conseguenza che in tali ipotesi per il danneggiato è sufficiente provare il mero nesso causale fra cosa e danno, rimanendo egli esonerato dalla dimostrazione della colpa del custode. Quest'ultimo potrà eventualmente liberarsi da tale presunzione fornendo la prova liberatoria che il danno è ascrivibile al caso fortuito e cioè ad un evento naturale o umano oggettivamente imprevedibile e non controllabile, idoneo ex se a provocare l'evento.
L'interpretazione di cui sopra potrebbe- quasi certamente - non applicarsi nel caso in cui venissero coinvolti gli enti proprietari e/o concessionari di strade pubbliche senza l'obbligo di pagamento di alcun pedaggio. Difatti, tali soggetti non possono considerarsi custodi di esse nell'accezione sopra specificata. La notevole estensione della rete stradale pubblica, impedisce infatti al proprietario e/o concessionario di esercitare su di esse quel potere gestionale che costituisce il presupposto imprescindibile della custodia sancita dall'art. 2051 c.c.
Chiarito quanto sopra, è evidente che la disciplina di cui all'art. 2051 c.c. per questa tipologia di strade, non può trovare applicazione in materia insidia stradale, ma solamente la più generale responsabilità di cui all'art. 2043 c.c., norma di chiusura dell'ordinamento posta a tutela di tutte le situazioni che non siano disciplinate da norme speciali, con tutte le conseguenze sul piano probatorio che ne conseguono. Il danneggiato da insidia stradale infatti, dovrà provare oltre al nesso causale fra la strada e l'evento, anche la responsabilità dell'Amministrazione proprietaria e/o concessionaria della strada dell'"eventus damni", ogni qualvolta che l'insidia generatrice del danno era oggettivamente non visibile e soggettivamente non prevedibile.
Un discorso diverso si dovrebbe affrontare per le cosiddette " strade con pedaggio" - per es. le autostrade -. Difatti la sentenza n. 298 del 13 gennaio 2003 della Corte di Cassazione, ha riconosciuto il "pedaggio stradale ", nella sua natura giuridica, un contratto e non un tributo. Tale interpretazione, quindi, obbligherebbe il fornitore del servizio - inteso come obbligo nascente dal contratto - a fare tutto quanto è in suo potere affinché il cliente possa utilizzarlo al meglio, dimostrando di aver agito correttamente nei casi di emergenza. Il presupposto logico-giuridico a sostegno di tale interpretazione, è quello che il pedaggio costituisce la controprestazione del servizio costituito dalla messa a disposizione del proprietario e/o concessionario della strada a pagamento, nell'ambito di un rapporto sillagmatico.
Alla luce della posizione sopra esposta, quindi, potremmo affermare che, in caso di danno provocato da insidia stradale nelle tratte a pagamento, dovrebbe essere riconosciuta la responsabilità degli enti proprietari/concessionari sia ai sensi dell'art. 2043 c.c, che ai sensi dell'art. 2051 c.c, nonché l'inversione dell'onere della prova a carico degli stessi soggetti, con la conseguente ed inevitabile esclusione dell'obbligo da parte del ricorrente di provare la non visibilità ovvero la non prevedibilità dell'insidia stradale.
Posto quanto sopra, suggerisco comunque a tutti i soggetti interessati ad instaurare un contenzioso per danno da insidia stradale, di valutare attentamente la sussistenza dei seguenti tre requisiti di fondatezza della domanda : tipologia di strada; natura, visibilità, prevedibilità dell'insidia e tempo trascorso fra l'insorgere dell'insidia e l'incidente.